Restauro

“…ogni novità mutamento trasformazione che modifichi radicalmente o provochi comunque un efficace svecchiamento in un ordinamento sociale o politico, in un metodo di riproduzione, in una tecnica, cosi il vocabolario della lingua italiana definisce la parola …INNOVAZIONE…”

 INNOVAZIONE E MEMORIA

E’ ormai diffusa convinzione, nel mondo professionale e nella società civile più consapevole, che la partita da giocare, per la preservazione della memoria storico-culturale dei centri storici delle città, stia nello sviluppare un’adeguata capacità tecnica del costruire e nel far maturare un pensiero della ricostruzione e della riconnessione del tessuto storico. In un periodo caratterizzato dall’interesse di una “rigenerazione urbana sostenibile”, sempre più diventa attuale il tema del riuso. Allora come possiamo rendere sostenibile un rinnovamento dei centri storici, offrendo nello stesso tempo, soluzioni efficaci alla richiesta di sicurezza (antisismicità), fruibilità, benessere nel rispetto di una identità storico culturale, senza “musealizzare” gli stessi? Necessariamente, occorre percorrere nuove strade metodologiche ed elaborare nuove strategie, atte a coniugare la tradizione con l’innovazione, nell’ottica di uno sviluppo urbano sostenibile e nella cura dell’ambiente in generale. Progetto del nuovo e ristrutturazione dell’esistente non hanno differenze sostanziali se non la diversità di elementi fisici cui relazionarsi: al centro vi è la qualità sociale del vivere, l’appartenenza al luogo geografico e sociale, la salvaguardia dell’intreccio di relazioni stratificatesi attraverso il tempo nelle città storiche e non solo. Costruzioni abbandonate, vissute ma non più congruenti con nuovi usi e nuove necessità, che disegnano paesaggi ordinari dello “scarto” all’interno delle città o a ridosso di strutture ambientali, attività industriali che muoiono, borghi storici e comunità intere che si spostano lasciandosi dietro spazi inutilizzati, tutto questo costituisce l’occasione per progetti di riuso che delineano un paradigma del tutto inedito per il progetto: dare nuovo senso e nuovo uso a quello che esiste già, dare nuova vita ai materiali di scarto, rinaturalizzare invece che riurbanizzare. Pensare una nuova politica urbanistica del rammendo, che ricucia i tessuti inattivi, una sorta di “agopuntura” urbana, dove si interviene su punti specifici ad alta sensibilità. Il progetto, per sua natura, riconosce l’esistenza di una vita naturale, ma allo stesso tempo reagisce al declino, sostenendo la possibilità e l’utilità politica e pratica, di attivare nuovi cicli di vita. E da questa analisi che scaturisce l’idea di OUTSTUDIO per questo lavoro che riguarda la riqualificazione funzionale di un fienile della seconda metà dell’ottocento, completamente abbandonato, sito nel comune di Ovindoli (AQ), in piena zona sismica. Il progetto è un esperimento pilota per la creazione di un modello innovativo e qualitativo di sviluppo sostenibile ed integrato, ed inserisce, in un involucro originale in pietra locale, un edificio autoportante costituito da solai e pareti in pannelli di legno XLAM. Ottenendo così, quanto di più “contemporaneo” in termini di: sicurezza antisismica, comfort, risparmio energetico, impiego di materiali e tecnologie sostenibili, etica culturale architettonica, recupero e mantenimento della nostra memoria storica. E’ il primo esempio, in assoluto in Italia, di una classificazione energetica B in un edificio sito in un centro storico, mantenendo la preesistenza in pietra locale. Occorrerà ovviamente inserirlo in un più ampio piano strategico nazionale, ma l’importante è che si dia avvio a questa inversione di tendenza culturale. Dobbiamo superare la logica dell’emergenza e dell’improvvisazione e cominciare a ragionare in termini di progettualità del riuso, a questo proposito possiamo dire che, noi di OUTSTUDIO, … abbiamo già iniziato……

TITOLO DEL PROGETTO: CASA ZERO

LUOGO E ANNO DI PROGETTO: OVINDOLI (AQ)_2010

COMMITTENTE: ALBERTO GIOBBI

PROGETTISTA CAPOGRUPPO: ARCHITETTO ALBERTO GIOBBI

MEMBRI DEL GRUPPO: ARCHITETTI ELENA GIANCASPRO_ALFREDO DE SANCTIS_PAOLA DI PIETRANTONIO

FOTO: VITO CORVASCE

CONTATTI: www.outstudio.it